•  Piano dell’Offerta Formativa triennale, rivedibile annualmente con indicato il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno, dell’organico dell’autonomia e il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa.
    Detto piano deve essere predisposto entro il mese di ottobre dell’anno precedente.
    Per l’insegnamento della lingua inglese, della musica e dell’educazione fisica è prevista l’utilizzazione dei maestri in possesso di competenze certificate o – in qualità di specialisti – di docenti abilitati all’insegnamento per altri ordini e gradi di istruzione.
    L’avvio dei nuovi P.O.F. avverrà con l’a.s. 2016/17 e il Piano triennale dovrà essere elaborato entro il 31 ottobre 2015.

 

  • Formazione in servizio obbligatoria (comma 14).
    Nell’ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano Nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le Organizzazioni Sindacali rappresentative di categoria.

 

  •  Apertura delle scuole nei periodi di sospensione dell’attività didattica (comma 22).
    Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche in collaborazione con le famiglie interessate e con le realtà associative del territorio e del terzo settore, possono promuovere, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgere presso gli edifici scolastici.

 

  • Valorizzazione del merito del personale docente (comma 129) 200 milioni annui a decorrere dal 2016.
    Dall’inizio dell’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, l’art. 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:

 

**Art. 11 (Comitato per la valutazione dei docenti)

  1.  Presso ogni istituzione scolastica ed educativa è istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il comitato per la valutazione dei docenti.
  2. Il comitato ha durata di tre anni scolastici, è presieduto dal Dirigente Scolastico ed è costituito dai seguenti componenti:
    a) tre docenti dell’istituzione scolastica, di cui due scelti dal Collegio Docenti e uno dal Consiglio di Istituto;
    b) due rappresentanti dei genitori, per la Scuola dell’Infanzia e per il primo ciclo di istruzione, un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal Consiglio di Istituto;
    c) un componente esterno individuato dall’Ufficio Scolastico Regionale tra i docenti, Dirigente Scolastico e Dirigenti Tecnici.
  3. Il Comitato individua i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base:
    a) della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
    b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
    c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.
  4. Il Comitato esprime altresì il proprio parere sul superamento del periodo di formazione e di prova per il personale docente ed educativo. A tal fine il comitato è composto dal Dirigente Scolastico, che lo presiede, dai docenti di cui al comma 2, lettera a), ed è integrato dal docente a cui sono affidate le funzioni di tutor.